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The Tuscan House of Photography - Associazione Culturale

 Via di Grotta al Leccio, 7 56036 Palaia (PI) Vat IT02329590505

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I corsi proposti dalla THP si sviluppano in moduli di una settimana ciascuno e sono suddivisi per tematiche.  Ciascuna tematica ha la funzione di creare un terreno comune e lasciare che siano i docenti dei singoli corsi a decidere come declinarla, di volta in volta, a seconda del proprio know-how e della singola e personale cifra stilistica.

Dal momento che ci stiamo rivolgendo ad un pubblico internazionale, tutti i corsi saranno svolti in lingua inglese.

I nostri tutor saranno a disposizione degli studenti per chi non si senta a suo agio nel comprendere o esprimersi in questa lingua.

visionary photography 

Nonostante la fotografia nasca, a una prima analisi, come documentazione fedele del reale, sin dai suoi esordi ha mostrato un potenziale onirico e visionario che già i primi pionieri del XIX secolo avevano ben in mente. Se da un lato infatti la possibilità di immortalare il mondo in maniera iperrealistica è stato, fin da subito, il fattore che contraddistingueva questa nuova tecnica, dall’altro le infinite possibilità di visione e simulazione che permetteva hanno aperto nuove strade e sperimentazioni. La fotografia è, per indole, soggettiva; la scelta dell’inquadratura, del soggetto, della modalità con cui si vuole mostrare il mondo danno la possibilità all’osservatore di vedere la realtà con gli occhi di qualcun altro. Dai surrealisti ai fotografi più contemporanei: in molti hanno sfruttato queste suggestioni per dare vita a immagini oniriche e visionarie, giocando sulla sottile linea di confine che separa realtà e immaginazione e cercando di trasportare l’osservatore in una dimensione del possibile che ancora oggi conferma la duplice anima del mezzo fotografico, da sempre in bilico tra l’ambiguo e il credibile.

Prossima data:

 

KENRO IZU 

Ott 5 - 11 2019

visionary photography 

post reportage

La fotografia di reportage nasce con caratteristiche ben precise. Nelle sue prime manifestazioni ha lasciato prevalere senza dubbio la sua anima funzionale: raccontare avvenimenti, notizie, situazioni sociali e politiche. Per farlo al meglio, trascurava la resa formale per questioni tecniche, tempistiche e di sostanza. Un racconto, infatti, necessita di essere il più possibile neutrale e oggettivo, diretto e senza filtri, per poter essere definito “documentario”.

Trascorsi quasi vent’anni dall’inizio del XXI secolo, l’anima della fotografia reportagistica è profondamente cambiata, per ragioni che dipendono sia dall’evoluzione tecnologica del mezzo fotografico che dai radicali cambiamenti avvenuti a livello sociale e nel mondo della comunicazione. Oggi la fotografia di reportage non può più limitarsi all’oggettività massima del racconto e alla diffusione di immagini, ma necessita di reinventarsi e trovare nuovi modi di narrazione sempre più coinvolgenti.

Post reportage è il superamento del racconto, l’attenzione alla maniera attraverso cui si decide di raccontare.

Prossima data:

 

JODI BIEBER

Coming soon

contemporary landscape 

contemporary landscape 

La storia del paesaggio come genere artistico autonomo è, a differenza di quel che s’immagina, piuttosto recente. Siamo infatti nel XVII secolo quando, per la prima volta, viene codificato e accettato con i crismi e le caratteristiche che lo hanno successivamente reso protagonista di importanti capitoli della storia dell’arte moderna e contemporanea.

Nel XX secolo assume sfumature ancora diverse, allontanandosi dalla rappresentazione verosimile della realtà e trasformandosi in metafora, in paesaggio interiore, simbolico, onirico, e poi ancora virtuale e immaginario. La fotografia, che sin dal suo stato embrionale si è confrontata con questo genere, si dedica alla rappresentazione del paesaggio con svariate modalità, stili, formati.

Nel XXI secolo questo confronto si colora di nuovi significati: il paesaggio contemporaneo muta, sotto qualsiasi lente si decida di osservarlo, e di pari passo evolvono le sue modalità di rappresentazione.  I corsi che la THP dedica a questo tema propongono un approfondimento sulle nuove tecniche di rappresentazione del paesaggio contemporaneo e sulle implicazioni teoriche che ne conseguono.

Prossima data:

 

AXEL HÜTTE 

Coming soon

contemporary landscape 

fashion photography

La fotografia di moda nasce nel XIX secolo, a pochi decenni di distanza dalla diffusione dei primi dagherrotipi. La possibilità di immortalare in maniera precisa i costumi e le tendenze propri di un dato periodo storico si è rivelato a posteriori un elemento fondamentale per la costituzione della moda così come oggi la conosciamo. Oltre al semplice capo d’abbigliamento, la storia della moda è legata a doppio filo con la possibilità di fotografarne ogni manifestazione e di diffondere sempre più velocemente creazioni, icone e nuove invenzioni. Quello che inizialmente sembrava essere un divertente passatempo – farsi ritrarre agghindati in modi particolari, seguendo le più recenti tendenze o imitando modi di vestire propri di luoghi lontani o di classi sociali diverse – diventa un vero e proprio genere fotografico e si appropria di un’estetica ben definita.

Oggi, nel pieno del XIX secolo, la fashion photography è diventata un vero e proprio fenomeno artistico, estetico e sociale che condiziona in maniera tutt’altro che laterale la fotografia tout-court.

Coming soon